È poggiato sulle mura più antiche del periodo normanno e su quelle successive che ne costituiscono il perimetro, ancora visibili dall’esterno del teatro.
Fu edificato fra il 1835 e il 1838 per volere di ventuno famiglie nobili, tra cui i Rogadeo, i Donadio, i Traversa e i Sylos, che per l’occasione costituirono una società per azioni. Costò 8.500 ducati. Il teatro fu progettato dall’architetto Luigi Castellucci, di scuola napoletana, già noto per la progettazione di altre strutture a Bitonto: il palazzo Gentile, il cimitero, i ponti sulla lama, il prospetto dell’istituto Maria Cristina di Savoia. La costruzione del teatro fu ispirata al cosiddetto teatro all'italiana, costituito cioè da più ordini di palchi sovrapposti a forma di ferro di cavallo (1 platea e 4 ordini per un totale di circa 250 posti). A progetto eseguito, sulla base del titolo azionario posseduto, gli azionisti si attribuirono il posto ‘migliore’ nei tre loggiati, lasciando il quarto livello, detto piccionaia, ai popolani che potevano seguire gli spettacoli dietro pagamento di un biglietto d’ingresso. Nel 1950, dopo essere stato trasformato in cinema, il teatro fu chiuso. Nel 1972 si ebbe il crollo del soffitto. Nel 1989 la proprietà passò nelle mani del Comune che nel 1998 stanziò i fondi per il restauro. Nel 2005 si perviene alla riapertura. Attualmente si svolge una ricca stagione teatrale.