L'edificio è stato concluso solo nel 1730 ed inaugurato dal vescovo Luca Antonio Della Gatta. Secondo il progetto originario la chiesa è priva del transetto e le nicchie della facciata a due ordini sono rimaste vuote. È realizzata in pietra locale. Colpisce il severo rigore di una architettura seicentesca definita dalla facciata realizzata a bugnato, preceduta da un'ampia scalinata. La facciata è articolata su due ordini: nel primo alte lesene si alternano a nicchie; il portale sormontato da un timpano è spezzato da una piccola nicchia. Il second’ordine, con un ampio finestrone centrale,
mostra in alto lo stemma dei Teatini. All’interno un'unica navata con cappelle laterali. Il soffitto ligneo è stato dipinto da Carlo Rosa (1613-1678): sono illustrati alcuni episodi della vita di San Nicola da Myra, mentre il pannello centrale rappresenta il Santo Vescovo Nicola tra San Gaetano e Sant'Andrea da Avellino. La prima cappella sulla destra, di proprietà della famiglia Sylos-Sersale, presenta un altare barocco dalla ricca decorazione, realizzato in tenera pietra leccese. Al centro del mirabile altare vi è una tela raffigurante la nascita della Vergine attribuita a Paolo De Matteis. Sulla controfacciata e sulle alte pareti laterali vi sono affrescati molti Santi fra cui San Patrizio e San Gregorio. Il finestrone centrale della controfacciata e otto finestre laterali illuminano la navata.