Il rinnovamento della sua forma si inserisce in una lunga stagione, che va dal XVI al XVIII sec., di costruzione di residenze nobiliari i cui portali contengono parecchi caratteri comuni a questa porta. Con la nuova immagine le mura bitontine non furono più solo struttura difensiva ma anche architettura intenzionalmente rappresentativa di una comunità.
Interessanti risultano le due torri laterali che fanno da cornice alla porta: a destra, una torre quadrangolare del periodo normanno-svevo, a sinistra, un torrione circolare del periodo angioino. Testimoniano l’esistenza della robusta cortina muraria che cingeva il centro storico fino all’800, quando l’apertura verso il borgo nuovo e la fine delle guerre e della relativa funzione difensiva, ne determinarono una drastica riduzione.
Visibile dalla porta l’orfanotrofio intitolato alla Regina Maria Cristina, figlia di Vittorio Emanuele I di Savoia e consorte del re Ferdinando II di Borbone che nel 1859 visitò la nuova struttura. L’edificio fu eretto inglobando l’ex convento dei Padri Carmelitani.