I nobili Vulpano si estinsero ben presto nei Sylos con i quali si erano imparentati in seguito al matrimonio dell'ultimogenita.
Il prospetto del palazzo è suddiviso in due piani e uno zoccolo.
Il portale è di netta ispirazione catalana: è concepito come un vero arco di trionfo, ricco e sobrio allo stesso tempo. Notevoli sono la cornice, le delicate sculture ad essa annesse, i capitelli a boccioli. Il secondo piano è ornato da balconcini di epoca posteriore a quella di costruzione.
Appena entrati, un androne coperto e un ampio cortile accolgono il visitatore. Sul soffitto è raffigurato uno stemma composito che sintetizza la variegata politica matrimoniale di questa famiglia, imparentatasi con le più nobili di Bitonto. Si entra poi nel cortile quadrato dominato da una loggia decorata secondo il gusto fiorentino rinascimentale e concepita come una grande allegoria. L’intenzione era quella di magnificare le doti civiche e morali della famiglia Vulpano paragonando i capostipiti agli eroi romani (Scipione, Annibale, Antonino Pio, Nerone), agli dei (Nettuno, Marte, Apollo) e ai miti greci (Orfeo). Splendidamente restaurati e visitabili una cappella ed un ambiente di servizio (un granaio). Recentemente sono emersi anche una porzione di manto stradale di età romana e una stanza magnificamente affrescata in chiave allegorica sui diversi tipi di amore.