Dall’unione di queste famiglie prende il nome l'edificio, espressione del barocco bitontino, riscontrabile in alcuni elementi decorativi a fronte di un impianto architettonico sobrio ed equilibrato. Barocche sono infatti le ricche colonne che fiancheggiano il grande portale, il cui fusto è formato da cilindri rigonfiati. I capitelli sono di stile composito, arricchiti da mascheroni al centro delle volute. Al centro del portale in corrispondenza del concio di chiave è visibile una maschera grottesca con funzione apotropaica (scaccia malocchio).
Le due colonne sorreggono una trabeazione riccamente decorata su cui poggia il balcone che presenta una transenna in pietra. Gli eleganti balaustrini sono compresi tra tre pilastri, di cui due, gli estremi, riportano sculture di figure femminili simboli di fertilità, mentre quello centrale presenta una decorazione floreale in bassorilievo. Dietro il balcone vi è la finestra con una ricca cornice di coronamento. È sovrastata dall’elegante stemma di famiglia quadripartito, che raggruppa gli stemmi delle famiglie Sylos, Vulpano e Labini. All’interno un altro elemento interessante è il vestibolo, con volta a botte lunettata, al cui centro è dipinto il grande stemma nobiliare. L’elegante loggia che si affaccia sul piccolo cortile interno appare oggi manomessa.