I numerosi corredi funerari esposti sono ricchi di reperti ceramici e metallici, che consentono di tracciare l'evoluzione economica e sociale della civiltà peuceta e di conoscerne usi e costumi.
Nella prima sala gli oggetti sono disposti secondo un criterio cronologico che permette di ricostruire l'evoluzione e l’influenza della civiltà greca sull'artigianato locale. Si passa così da reperti a decorazione geometrica, tipica della produzione peuceta, a vasellame a vernice nera con figure rosse tipiche della civiltà greca. Nella seconda sala le teche custodiscono cinturoni, strigili, mortai a testimonianza della cultura guerriera dei peuceti. Nella terza sala sono conservati i monili, le collane, i pesi da telaio e le grandi anfore decorate con corpi di donne vestite di chitoni, provenienti da un’unica tomba a semicamera appartenente ad una ricca matrona. Nel 2008 la collezione è stata arricchita da due sepolture provenienti da Ruvo di Puglia, una delle quali conserva quasi integro un cratere a volute del cosiddetto ‘pittore di Baltimora’ ed un diobolo d’argento (moneta), che testimonia la pratica di fornire al defunto il compenso per il traghettatore degli Inferi.