Ogni elemento aveva un significato diverso che i credenti sapevano ‘leggere’ e collegare al ciclo della vita, alla morale e alla religione.
Gli stipiti del portale ospitano diverse raffigurazioni del bestiario: l’elefante simboleggia il Battesimo perché la femmina s’immerge nell’acqua per partorire e schiaccia il serpente, simbolo del male; il basilisco è immagine di Satana, incarna la lussuria ed è la trasfigurazione del cristiano pervertito e depravato; nel centauro, metà uomo e metà cavallo, l’orgoglio è richiamato dalla testa umana, la lussuria dal busto; il grifo, animale fantastico assai caro al Medioevo, rispecchia la doppia natura di Cristo (stabilita dal concilio di Nicea) di uomo e Dio; l’arpia simboleggia la natura doppia dell’uomo, ovvero la ragione (le ali), che assicurano all’uomo la capacità di innalzarsi al cielo, e le passioni e gli istinti (il corpo di donna) che lo trattengono a terra; il drago è una presenza ambigua del bestiario medioevale poiché, anche se nemico di Dio, è dotato al tempo stesso di una saggezza profonda ed è custode di segreti ancestrali; nella sirena vi è condensata tutta una concezione negativa relativa alla donna, al suo essere fatale per l’uomo, associata al peccato della lussuria; l’ariete è simbolo del sacrificio di Cristo, morto per la redenzione dal peccato originale; il pellicano è simbolo dell’Eucarestia perché, come recita il ‘Fisiologo’ «la madre si percuote il fianco e il suo sangue, effondendosi sui corpi morti dei suoi piccoli, li risuscita»; la sfinge, come ogni figura doppia, allude alla natura duale dell’uomo, vizioso e virtuoso, fedele a Dio e spesso ribelle; il leone è simbolo della forza e del coraggio e della difesa dell’ortodossia cristiana.