Gli arconi sono divisi da pilastri su cui si rinvengono 5 formelle: partendo da sinistra, una prima non è riconoscibile ma probabilmente poteva raffigurare l’aquila per l’evangelista Giovanni; la seconda forse una Madonna in trono con Bambino; poi una figura in piedi con la scritta MATHEUS APOSTOLUS; a seguire un leone alato con la scritta MARCUS EVANGELISTA; infine un bue alato per l’evangelista LUCA.
Nell’ultimo arcone vi è la porta della Scomunica, chiamata così perché da questa porta si leggevano le scomuniche. A decorazione di questa porta si trova il Cristo trionfante con le braccia e gli occhi aperti, con la tunica e la corona in stile bizantino.
Sempre di stile orientale il fregio della porta, con motivi geometrici. Sugli archi ciechi del transetto (il braccio corto della pianta a croce) troneggia un cane che funge da gnomone di una meridiana.
Dal 1340 le pareti dei 6 arconi vennero spostate all’esterno per poter creare 6 cappelle gentilizie a uso votivo e sepolcrale. A metà del ‘900 le cappelle sono state eliminate, riportando le pareti all’interno, nella posizione originaria e chiudendo gli arconi all’esterno con delle grate.
Le finestre, in stile gotico, riportano gli stemmi di alcune famiglie nobili che ne possedevano il titolo. Sulla piazza si erge l’obelisco votivo dedicato all’Immacolata, con cui la città rese grazie dello scampato pericolo dal terremoto del 1731.