L'attuale chiesa, per volontà del vescovo bitontino Crescenzo, ingloba il muro affrescato dell'antichissima edicola del Rapestingo (dalla forma dialettale ‘rapèste’, pianta selvatica simile al ravanello di cui la zona era ricca). Tale edicola era frequentata da un elevato numero di fedeli che consideravano miracolosa l'immagine. Come ricorda un'epigrafe posta all'interno, la chiesa fu consacrata dal vescovo Acquaviva. La facciata in pietra calcarea, visibile sin dal centro cittadino, presenta moduli classici interrotti dal timpano del portale a volute di stampo barocco.
Il campanile, a torre quadrangolare, termina con cupola piramidale. La cupola invece ricorda la tipica costruzione pugliese a trullo, abbellita da mattonelle maiolicate. La pianta, sebbene a croce latina, presenta assi ortogonali volti sia ad evidenziare lo spirito centripeto della fabbrica, sia a ricordare la tradizione locale presente nelle chiesette rurali con cupola in asse. Gli ambienti sono sormontati da volte a botte e crociera, affrescate da episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento. Le volte sono completamente affrescate da Carlo Rosa (sepolto in loco), Nicola Gliro e Giuseppe Luce. Il soggetto dell’affresco della cupola è Il trionfo della Croce. Fu realizzato da Vito Antonio De Filippis, sui cartoni disegnati dal maestro Carlo Rosa, morto prima di concludere il suo lavoro.